Un progetto ambizioso nelle dimensioni e nel numero di ‘firme’ chiamate a disegnare la Firenze occidentale del duemila a partire, negli anni ’80, dal primo piano di Leonardo Ricci (progettista) e dell’americano Lawrence Halprin (paesaggista), con la sovrintendenza alla redazione di Bruno Zevi, fino al definitivo piano guida di Leon Krier attuato da Roberto Gabetti e Aimaro Isola.
Già inaugurato nel 2003 il polo delle Scienze Sociali firmato dallo Studio Natalini con le Facoltà di Economia, Giurisprudenza e Scienze Politiche e l’interessante edificio della Biblioteca interfacoltà (con corte centrale e sviluppo intorno delle Sale di consultazione).
Tra i viali di Novoli e Forlanini in via di ultimazione l’edificio polifunzionale (20 mila metri quadri) di Aimaro Isola così come sta per concludersi il primo lotto dei lavori (gestito dal Comune di Firenze) del Palazzo di Giustizia che ha mantenuto intatta l’impronta originaria di Leonardo Ricci, indimenticabile mano progettuale.
Tra gli eccezionali contributi internazionali si segnalano i progetti di tre architetti donne, la spagnola Carmen Pinòs, l’irachena Zaha Hadid e la francese Odile Decq per tre diversi progetti, spazi residenziali e commerciali, affacciati sul verde del parco.
Gabetti e Isola, Bodini, Zermani, Nardi, A.Ricci, De Gregorio, Cristofani e Lelli, Bruna e Mellano, Ferlenga, Cendron, Tscholl, Galantino, Studio Archea, Ipostudio, C+S Associati e Bucci firmano i palazzi del centro con 700 residenze abitative private sia a est che ovest del parco verde.
Una pluralità di stili e concezioni estetico-funzionali che apre la città a future attrattive, un’innovazione di valore dove i paesaggi architettonici, integrati a panorami naturalistici, disegnano volumi e geometrie di qualità nel segno di un’elevata vivibilità ambientale.

